Maria Chiara Cascavilla, orgoglio sangiovannese

Intervista pubblicata sull’ultimo numero cartaceo di SanGiovanni Press di gennaio 2020

Sport, scuola, futuro: intervista alla giovane promessa del running italiano

di Leonardo Fania

“La mia ultima stagione agonistica è stata davvero fantastica, da incorniciare”. A parlare è Maria Chiara Cascavilla, giovanissima promessa sangiovannese del running italiano, reduce da un ottimo sesto posto nei 5000 metri alle Universiadi di Napoli e da un titolo italiano. Studia e vive a Modena ma l’amore per la nostra terra, ogni anno, la riporta a San Giovanni Rotondo per allenarsi e migliorare le sue prestazioni.

Maria Chiara, sei una delle giovani più promettenti nel panorama sportivo italiano. Dove e come è nata la tua passione per lo sport?

Penso che lo sport abbia sempre fatto parte della mia vita, sin da quando ero piccola. Infatti, avendo vissuto in campagna fino a poco prima di cominciare le elementari, ho avuto la grande fortuna di poter crescere in un ambiente sano e genuino: trascorrevo molto tempo all’aria aperta a giocare, correre, arrampicarmi sugli alberi. Negli anni scolastici invece, ho praticato tennis per parecchi anni per poi cominciare a frequentare alcune palestre come fanno la maggior parte dei giovani. Quando ero in quinta superiore, ho cominciato ad andare a correre con mio papà. Sono stata subito notata dai podisti dell’atletica Padre Pio, i quali mi hanno incoraggiata a partecipare ad alcune gare locali. Da lì ho cominciato a farmi seguire da un tecnico di San Nicandro Garganico, ma per fare un vero e proprio salto di qualità ho deciso di trasferirmi a Modena nell’ottobre 2018, cambiando sia allenatore che squadra. Devo dire che mi sono trovata subito benissimo, sento di aver trovato una seconda famiglia.

Dagli esordi a San Giovanni Rotondo fino alle Universiadi di Napoli della scorsa estate. Quale il bilancio dei mesi appena passati e quali obbiettivi ti poni ora?

La mia ultima stagione agonistica è stata davvero fantastica, da incorniciare. Ho lavorato moltissimo, ma i sacrifici sono stati ampiamente ripagati anche oltre le aspettative. Mi sono cimentata un po’ in tutte le discipline: strada, cross, pista. Proprio da quest’ultima sono arrivate le soddisfazioni più grandi: bronzo a squadre nella Coppa Europa dei 10.000m a Londra e il 6° posto alle Universiadi nei 5.000m, senza dimenticare il titolo italiano nei 5.000m agli Universitari e il bronzo nei 10.000 agli Assoluti. Per quanto riguarda gli obbiettivi a breve termine, sicuramente c’è quello di provare a far parte della squadra italiana che andrà agli Europei di Cross il prossimo 8 Dicembre a Lisbona. A lungo termine, invece, mi piacerebbe fare una bella stagione invernale, magari con un esordio in mezza maratona e poi cercare di migliorarmi in pista durante la bella stagione.

La tua sembra essere la storia di tanti giovani che per coronare i propri sogni sono costretti a lasciare la propria casa per andare lontano. Secondo te, cosa manca alla nostra città, e al Sud Italia per estensione, per trattenere i giovani che vogliono realizzarsi nello sport e non solo?

Ai giovani mancano sicuramente infrastrutture e spazi verdi per poter praticare sport. A San Giovanni Rotondo non abbiamo piste ciclabili e neanche ampie aree esclusivamente pedonali. La gente che vuole uscire anche solo per camminare non sa dove andare, e credo che percorrere Corso Umberto I “avanti e indietro” non sia sufficiente. Certo chi ha la macchina è avvantaggiato, ma i giovani che non sono ancora maggiorenni hanno le mani legate.
Mancanza di infrastrutture e di investimenti sembrano essere la costante nel mondo dello sport. Se tu avessi la “bacchetta magica” per risolvere i problemi dello sport da dove partiresti?
Se avessi la bacchetta magica sicuramente il primo punto da cui partirei è la scuola! In America la maggior parte degli atleti che fanno parte della squadra olimpica vengono fuori dai College, che sono dotati di strutture all’avanguardia sia mediche che sportive, ed inoltre forniscono anche borse di studio per i loro Studenti-Atleti, riconoscendoli, dunque, come una categoria da aiutare e salvaguardare.

Fare sport a certi livelli richiede costanza, sacrificio e allenamento quotidiano. Cosa consiglieresti a chi si accinge a fare dello sport la propria ragione di vita?

Fare dello sport il proprio lavoro non è una cosa semplice come tutti credono: ci sono molte difficoltà da affrontare, sia fisiche che psicologiche. Sicuramente aiuta il fatto che a muovere tutto c’è una passione oltre misura per ciò che si fa ogni giorno, ma non bisogna dimenticare che dietro ogni risultato c’è tanto ma tanto sudore! Avere talento non basta assolutamente, ci vuole ben altro per essere tra i migliori.
Personalmente il primo consiglio che dò a chi vuole cominciare a fare sport seriamente è porsi degli obbiettivi, che però devono essere reali e oggettivi. E’ facile dire che si sogna di andare a vincere l’oro alle olimpiadi, ma è meglio rimanere con i piedi per terra e pensare si allenarsi al massimo ogni giorno.

Ti manca la nostra città? Cosa servirebbe per farla crescere ancora di più, allontanando i giovani dai pericoli che corrono dietro a passioni malsane?

Certo che mi manca! La scelta di trasferirmi è stata obbligatoria perché San Giovanni, attualmente, non offre davvero nulla per ciò che riguarda il mio sport: anche per delle semplici corse lunghe spesso vado a Manfredonia. A casa tra macchine e cani rischio spesso di lasciarci le gambe!!
Alla nostra città serve cambiare mentalità, mettendo al primo posto il benessere dei cittadini. Ciò implica una maggiore cura degli spazi pubblici, l’ampliamento delle zone pedonali, parchi e spazi verdi: insomma una Green Economy a tutto tondo. Questo creerebbe un senso di responsabilità e cura del bene comune che può far bene soprattutto ai giovani, i quali avrebbero la possibilità di occuparsi di cose più utili rispetto a stare nei bar a fumare e bere.
Inoltre, per allontanare i giovani dalle cattive abitudini ci vorrebbero molti più eventi che li sensibilizzassero ad apprezzare non solo lo sport, ma anche il teatro, la musica e le arti in generale. Diffondere i giusti valori è fondamentale per creare una società sana: è normale che se la gente non li trova sceglie di andare altrove! Non possiamo pretendere che le uniche ragioni che ci tengano legati alla nostra terra di origine siano solo la famiglia e gli amici.