La Madonna delle Grazie e San Giovanni Rotondo: storia di un rapporto secolare

La storia del quadro della Madonna delle Grazie è breve il 31 dicembre 1866, chiuso il convento l’effige, privata dal Fisco della lamina d’argento, che la ricopriva fu trasferita nella chiesa di San Nicola. Il Fisco, purtroppo, ritenendo il quadro di pregevole valore, non disegnò di appropriarsene. La rivolta del popolo, di profonda fede mariana, poté essere evitata soltanto grazie all’intervento del sindaco del tempo il dottor Michele Giuva, il quale scrisse cose al prefetto di Foggia: “questo popolo, sebbene con dolorosa rassegnazione abbia tollerato il distacco della sopravveste, pur freme e piange in sentire che si deve portar via anche il quadro, oggetto di profonda devozione, stante che a Maria delle Grazie soleva far ricorso alle sue necessità, ottenendo ordinariamente le Grazie implorate”. La lettera ebbe effetto determinante ed il quadro rimase nella chiesa di San Nicola.

Il popolo, continua a custodire gelosamente il simulacro, a prostrarsi davanti alla Celeste Madre e a versare ai suoi piedi tutte le pene e tutte le ansie. Con l’apertura definitiva del Convento avvenuta nel 1909 e il ritorno dei Frati cappuccini, questi reclamarono che la Madonna tornasse nella sua chiesa e vennero a patti con il popolo.

Nell’intesa si stabili: “Il 31 agosto di tutti gli anni il telo sarà portato in paese per i festeggiamenti patronali il 10 settembre tornerà processionalmente in convento”.  Siamo negli anni che precedono l’arrivo di Padre Pio sul Gargano e i fiori sparsi del culto alla Madonna delle Grazie sono destinati a moltiplicarsi nel giardino fiorito della spiritualità del frate di Pietrelcina. La devozione alla Vergine è la componente essenziale della vita di Padre Pio e dei suoi insegnamenti.

Fonte articolo: Padre Pio e San Giovanni Rotondo, Ed. Voce P.Pio.